Il Papilloma virus, conosciuto come HPV (Human Papilloma Virus), rappresenta l’infezione sessualmente trasmessa più diffusa nei Paesi sviluppati.
È considerato la principale causa del tumore della cervice uterina, oltre che di altri tumori genitali e della regione testa-collo.
La trasmissione avviene attraverso contatto diretto o indiretto con fluidi corporei, oppure tramite lesioni della pelle.
Il tempo che intercorre tra la presenza dell’infezione virale e l’eventuale sviluppo di lesioni precancerose è variabile, aggirandosi intorno ai 5 anni; per la progressione verso un carcinoma invasivo possono trascorrere decenni.
Tra i quasi 200 tipi di HPV identificati, una ventina sono particolarmente pericolosi poiché hanno la capacità di penetrare nelle cellule. La loro persistenza nei tessuti organici per un periodo di 7-15 anni può condurre alla formazione di tumori a livello della cervice uterina, vulva e vagina nelle donne, pene negli uomini, oltre che ano e cavo orale in entrambi i sessi.
L’infezione da HPV è frequentemente asintomatica, ma può manifestarsi con la comparsa di verruche o papillomi.
Nella maggior parte dei casi, l’infezione da HPV ha un decorso benigno. Tuttavia, in alcune situazioni, può causare modifiche cellulari che gradualmente evolvono verso forme tumorali.
In Italia, si stimano oltre 6.000 nuovi casi annuali di tumori associati al Papillomavirus umano, di cui circa il 36% riguarda il tumore della cervice uterina.
Il 17 novembre 2020, l‘Organizzazione Mondiale della Sanità ha introdotto una strategia finalizzata all’eliminazione del cancro cervicale causato dal Papillomavirus, puntando entro il 2030 a garantire una copertura vaccinale da HPV al 90% tra gli adolescenti, sia maschi che femmine.
I vaccini anti-HPV attualmente in uso offrono protezione contro 9 sierotipi del virus: 2 a basso rischio, spesso responsabili di verruche genitali, e 7 ad alto rischio. Secondo il Ministero della Salute, questi vaccini sono altamente sicuri ed efficaci, in grado di prevenire oltre il 90% dei tumori associati all’HPV. Sono stati somministrati senza problemi a milioni di ragazze e ragazzi in tutto il mondo.
In Italia, per ottenere una protezione ottimale, il vaccino viene somministrato a 12 anni, preferibilmente prima dell‘inizio dei rapporti sessuali, compresi quelli preliminari. Questo è importante perché in questa fase la risposta immunitaria del corpo è più forte e il rischio di persistenza del Papillomavirus, specialmente dei ceppi oncogeni, diminuisce significativamente.
La vaccinazione si articola in due dosi fino ai 15 anni di età, somministrate a distanza di sei mesi. Dopo i 15 anni, invece, sono necessarie tre dosi: la prima subito, la seconda dopo due mesi e la terza dopo sei mesi dalla prima, tutte tramite iniezione intramuscolare.
Gli studi confermano un‘eccellente protezione anche oltre i 15 anni, sebbene siano in corso ulteriori ricerche per comprendere meglio la durata dell‘immunità. Attualmente il vaccino HPV è gratuito per gli adolescenti e le persone a rischio.
La vaccinazione avviene su chiamata attiva, con invio di una lettera da parte del centro vaccinale dell’ASL. È consigliabile informarsi sul procedimento per aderire e prenotare presso il centro vaccinale più vicino.